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2021, Concerti, JAZZ, Musica, Notizie

“THE GOLDEN AGE” TORINO JAZZ ORCHESTRA 2021

Questa orchestra potrebbe rappresentare il felice retaggio della scuola jazzistica
piemontese che ha annoverato, ed annovera tuttora, i più bei nomi della tradizione
dello swing italico. Fondata e diretta dal compianto Gianni Basso, autentica leggenda
del saxofono jazz italiano, per vent’anni come “Gianni Basso Big Band“, la Torino Jazz Orchestra
perpetua fedelmente lo stile e le intenzioni del suo cretore.
Diretta dal maestro Fulvio Albano e supportata dagli arrangiamenti di Dusko Gojkovic
(altro jazzista di illustre fama) e di Franco Piana, in questa incisione l’orchestra
rende omaggio ad un grande della musica italiana contemporanea, ARMANDO TROVAJOLI,
proponendo alcuni arrangiamenti delle sue più sontuose composizioni
per colonne sonore di film e di musical.
Ecco quindi l’evocativo “Angola Adeus”(Riusciranno i nostri eroi a ritrovare l’amico
misteriosamente scomparso in Africa), il romantico “Roma nun fà la stupida stasera”,
il contrappuntistico “7 Uomini d’Oro”, il brasileiro “El negro zumbon” e altri bellissimi
brani gagliardamente riproposti in salsa swing con un gusto ed una musicalità che
sicuramente il maestro Trovajoli avrebbe molto apprezzato.
Come sicuramente avrebbe apprezzato gli interventi solistici di un’ altra colonna del
jazz italiano, il trombonista DINO PIANA, di cui già abbiamo detto in una delle nostre
precedenti segnalazioni ( “Al gir dal bughi”).
Ci auguriamo che il disco venga apprezzato anche dai nostri lettori, da cui attendiamo
sempre un gradito riscontro: info@papermoonjazz.it
Buona big band!

L.C.





Qui sotto i link Spotify per l’ascolto:



https://open.spotify.com/album/7oKfQC2wl70HBUb8qo4wDX?si=uSI5Gr3ATI6eNh4ab0GDqA&dl_branch=1
e per l’acquisto del CD su Amazon Music :
https://www.amazon.it/Golden-Music-Armando-Trovajoli-Digipack/dp/B096NH73T4/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=ÅMÅŽÕÑ&dchild=1&keywords=golden+age+torino&qid=1632232974&s=music&sr=1-1

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2021, JAZZ, Musica

SONNY ROLLINS “SAXOPHONE COLOSSUS” 1956

“Giù il cappello!” verrebbe da dire davanti al nome di un vero gigante, di un autentico “colosso”
nella storia della musica jazz: Theodor Walter “Sonny” Rollins, tenorsassofonista, classe 1930.
Rollins ha iniziato la sua carriera nei tardi anni ’40 nel combo di Miles Davis e si ė esibito in
pubblico fino a pochissimi anni fa, ritirandosi definitivamente dalle scene dopo avere attraversato
con la musica del suo sax ben oltre sei decenni. Oggi Sonny ha 91 anni, è un bel vecchio, ha una
chioma e una barba bianchissime e un volto che esprime quieta saggezza… ma a noi piace
ricordarlo nel pieno della sua prestanza fisica e artistica quando, nel 1956 incise questa
autentica pietra miliare della musica jazz, “Saxophone Colossus”, suo capolavoro in assoluto.
La creatività nell’improvvisazione, la padronanza assoluta dello strumento, la nonchalance con
cui il nostro affronta brani a ritmi vertiginosi (“Strode Rode” ne è un esempio), la componente
giocosa ed esotica (“St.Thomas”, un calypso delizioso e trascinante), la rilettura molto
personale di  standards sempiterni ( “Moritat”, “You don’t Know What Love is”), la
stupefacente inventiva con cui Rollins tiene vivo un blues per ben 11 minuti (“Blue 7”) rendono
questa incisione un autentico “must” per chi desideri avere un minimo di discografia jazz.
Riparleremo comunque di questo grandissimo artista, dopotutto non si possono sintetizzare
sei decenni di musica in un solo disco, per quanto emblematico sia…ma per il momento
lasciatevi affascinare da questo!

L.C.

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Qui sotto i link Spotify per l’ascolto:


https://open.spotify.com/album/0yodD8uAkAT5UmrlF2xy97?si=5YDzOigJSVeCuWE6Xx4dAw&dl_branch=1

e per l’acquisto del CD su Amazon Music :
https://www.amazon.it/Saxophone-Colossus-Sonny-Rollins/dp/B000EGDAI4/ref=sr_1_2?__mk_it_IT=ÅMÅŽÕÑ&dchild=1&keywords=SONNY+ROLLINS+%22SAXOPHONE+COLOSSUS%22+1956&qid=1631545456&sr=8-2ù




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2021, Concerti, Eventi, JAZZ, Musica, Notizie

Altro meritato successo del JAZZin SEREGNO FESTIVAL 2021 – SEREgno D’ESTATE
quello registrato la scorsa domenica 12 Settembre, con il concerto conclusivo della rassegna, in cui un numeroso
pubblico ha tributato un caloroso apprezzamento al pianista MASSIMO COLOMBO.
Nel programma eseguito erano presenti alcune composizioni di Ettore Pozzoli , a cui è intitolato l’imminente 
 Concorso Pianistico Internazionale, evento di risonanza mondiale da lui voluto e a lui dedicato dalla Fondazione
nata dal suo lascito alla Città di Seregno.
Con la maestria e la compostezza tipica di un pianista dalle solide basi classiche, che alterna l’attività artistica a quella didattica 
ai massimi livelli, Colombo ha saputo creare atmosfere melodiche e ritmiche emozionanti, eseguendo pezzi da lui composti  
(tra cui un brano dedicato a Coco Chanel)  e privilegiando autori quali Charlie Parker o Bud Powell con
incursioni nel “West Side Story” di Bernstein (“Somewhere”) e un accorato omaggio 
a Ennio Morricone con il brano “Nuovo Cinema Paradiso”.

Cogliamo l’occasione per ringraziare, oltre gli sponsor,

il Comune di Seregno co-produttore della manifestazione,
l’Ufficio Cultura  che si è dedicato,oltre alle esigenze strutturali e logistiche,
 anche alla gestione del pubblico, attività non facile in questo periodo di pandemia. 

Un particolare ringraziamento va anche a Giancarlo Manzotti
e all’associazione che presiede, i Volontari dei Vigili del Fuoco di Seregno, che
ha garantito la sicurezza degli eventi.

Infine un sentito ringraziamento all’assessore alla cultura Federica Perelli che ha promosso
con entusiasmo la manifestazione e al sindaco Alberto Rossi.

Che altro dire ….   Arrivederci  alla prossima edizione!


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2021, JAZZ, Musica, Notizie

MASSIMO COLOMBO “CELEBRATING JOHN WILLIAMS” 2017

Scusateci se insistiamo con lui, ma il fatto di avere come ospite un pianista della
levatura di Massimo Colombo al prossimo appuntamento del JAZZin Seregno
Festival (Domenica 12/9 ore 21) ci impone di dare una ulteriore testimonianza
della sua arte segnalandovi questo magnifico disco di piano solo in cui
Colombo rende omaggio a John Williams, compositore di celeberrime musiche da film.
Disco tutto da godere, una saporita cavalcata tra le colonne sonore dei film che
più abbiamo apprezzato negli ultimi trent’anni… “Guerre Stellari”, “Indiana Jones”,
“Jurassic Park”, “E.T.” e via dicendo… un vero “tranche de gateau”!
Naturalmente amiamo questo disco non perchè propone musiche palatabili o “facili”
all’ascolto bensì per la maestria con cui Colombo sa distaccarsi dai temi proponendone
letture parallele tramite la sua inesauribile e immaginifica verve improvvisativa.
Quando poi il “tocco” è quello di uno strumentista classico (non dimentichiamo che Colombo
è insegnante di piano e composizione jazz presso il Conservatorio di Como…)
grande sarà la soddisfazione all’ascolto anche per le orecchie più “educate”…
A questo proposito vi invitiamo ad ascoltare su Spotify anche le tante interpretazioni
di musica classica di Colombo… anche se quelle che noi preferiamo sono
quelle in cui il nostro esprime le sue grandi capacità improvvisative jazzistiche…
Buon ascolto e buoni film!!

L.C.




Qui sotto i link Spotify per l’ascolto:



https://open.spotify.com/album/0ZvAyGfipoLJRFBloVog7q?si=8ixRvcm2Q7mnaWL8LvOiXA&dl_branch=1
e per gli mp3 su Amazon Music :
https://www.amazon.com/gp/product/B07RWL4N4L/ref=dm_ws_sp_ps_dp

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2021, JAZZ, Musica, Notizie

MASSIMO COLOMBO “ACOUSTIC WEATHER (THE MUSIC OF WEATHER REPORT)” 2019

Cogliamo l’occasione del prossimo concerto in solitaria a Seregno
(il 12/9, a chiusura dell’edizione 2021del JAZZin Seregno Festival) del pianista MASSIMO COLOMBO per
segnalarvi questa sua bella incisione del 2019, fatta con il supporto di Maurizio Quintavalle al
contrabbasso e di Enzo Zirilli alla batteria, improntata ad una rivisitazione acustica
della musica di uno dei più rappresentativi esponenti dell’ electric-jazz degli anni ’70/80,
il Weather Report di Joe Zawinul.
Massimo Colombo lo avevamo già incontrato presentandovi molti mesi fa la sua incisione
dedicata a Bud Powell (“Powell to the People”), grande rappresentante del be-bop fiorito
nel secondo dopoguerra, ora lo ritroviamo a rivisitare un genere, letteralmente inventato
dal visionario Miles Davis alla fine degli anni Sessanta e ulteriormente codificato da molti
gruppi degli anni Settanta, il jazz elettrico, tra cui primeggiarono per l’appunto i Weather Report.
Per chi conosce la musica dei W.R. potrebbe essere una gradita sorpresa questa riproposizione
“acustica” di cavalli di battaglia quali “Black Market” (la sigla di RadioPopolareNetwork…)
o “A Remark You Made”, mentre per chi non li avesse mai conosciuti
(ci auguriamo siano pochi..) potrebbe essere uno stimolo a scoprirli, anche se
l’ascolto di questo bel disco di Colombo potrebbe già soddisfarli.
Non mi dilungo sulla qualità pianistica di Colombo
(oltre che jazzista è anche insegnante al Conservatorio di Como)
di cui potrete capacitarvi assistendo al concerto di domenica 12/9 ore 21,
 nello spazio antistante l’Auditorium di P.zza Risorgimento a Seregno.
Non dimenticate di prenotarvi inviando email a eventi@seregno.info
Buon ascolto e… buon concerto se verrete!

L.C.





Qui sotto i link Spotify per l’ascolto:


https://open.spotify.com/album/7ICGcI7KWQCUgz0z4srcz0?si=cANs6IBrQz2IzwrZ3qTLNQ&dl_branch=1

e per gli mp3 su Amazon Music :
https://www.amazon.it/Acoustic-Weather-Music-Report/dp/B07R16XNN3



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2021, Eventi, JAZZ, Musica

MARCO BETTI TRIO – “RUMBLE IN THE JUNGLE”   2021

Tanto tuonò che piovve dice il proverbio e così, dopo tanti annunci eccolo, nuovo
e fiammante, il primo cd del trio di Marco Betti che definirei, dopo averlo ascoltato
attentamente, un bellissimo esempio di come deve (o dovrebbe) essere un “concept
album” in omaggio a un grande musicista, in questo caso Duke Elligton: rispettoso,
intelligente e soprattutto appassionato. E di passione ce ne deve essere veramente
tanta in questi tre “ragazzi del jazz”, lo si deduce assistendo ai loro concerti dove
l’aspetto formale (si presentano amabilmente in giacca e cravatta) non è secondario
a quello sostanziale (sono musicisti ferratissimi) e dove è palpabilissima l’empatia
che sanno generare col pubblico: credo che Duke ne sarebbe stato entusiasta!
Il fraseggio e la sensibilità di Francesco Palmisano non ha fatto rimpiangere (ed è
tutto dire!) il valore del suo predecessore al pianoforte Davide Cabiddu il quale
peraltro siede alla tastiera in cinque dei sette brani in trio del cd.
Fondamentale il sostegno del contrabbasso di Alessandro Germini, un vero talento
lo definirei, dopo averlo sentito interpretare in splendida solitudine, al JAZZin Seregno
Festival, una ispiratissima “Sophisticated Lady”.
Che dire di Marco Betti, leader e propulsore del gruppo con la sua batteria?
Parlandoci comunica un entusiasmo e una dedizione alla musica che non sempre
ho rilevato in egual misura nei tanti musicisti che ho avuto l’occasione di incontrare
in qualità di direttore artistico del Festival… quando poi siede alla batteria ha un cipiglio
ed una autorevolezza che non ci si aspetterebbero da un così giovane leader…
gli auguriamo grandi cose!
Inutile dire che il cd è bellissimo al punto che non saprei quale brano indicare come
“highlight”… direi apprezzabile la scelta di proporre un “Anatomy of a Murder”, brano
elligtoniano poco battuto dai jazzisti, così come il meraviglioso “New East St. Louis
Toodle-00″. Doveroso il sempreverde “Take the A Train” e originale l’arrangiamento
di “Caravan”… insomma, un disco tutto da ascoltare!
Un’ultima osservazione a riguardo della veste grafica del cd che ripropone (e anche
qui è un bellissimo omaggio) sia nell’immagine di copertina che nelle note di retro il
format della gloriosa casa discografica Blue Note che tanto ha fatto per la diffusione
della musica che tanto amiamo… non credo ci sia jazzista che nella sua collezione
discografica non abbia almeno un vinile Blue Note!
Quindi: felici “note blu” e soprattutto Buon Ellington!!

L.C.


Per ascoltarli dovete sentirli dal vivo e richiedere a loro direttamente i cd e il vinile
 presto in distribuzione presso i migliori negozi di dischi !


https://marcobettitrio.com/it/tour




 

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2021, JAZZ, Musica, Notizie

CHARLIE WATTS MEETS THE DANISH RADIO BIG BAND

Immalinconiti dalla notizia della scomparsa di Charlie Watts vi proponiamo l’ascolto
di questa incisione, effettuata nel 2010, in cui il leggendario batterista degli Stones
suona in un contesto a lui sempre caro, quello del jazz, esibendosi come drummer
nella meravigliosa orchestra jazz della radio danese… una bella responsabilità!
Ma Charlie Watts dimostra di sapere il fatto suo anche in questo frangente!
Se tra i nostri venticinque lettori vi fosse qualcuno interessato alla attività jazzistica
di Watts io ho a disposizione un cd (non lo trovate sulle piattaforme) “A Tribute to
Charlie Parker, with strings” del 1991, in cui il batterista suona con i più bei nomi del jazz
Inglese di quel periodo, a testimonianza dell’amore che il nostro coltivava per
la musica afro-americana. Chiedetemelo che ve lo presto!
info@papermoonjazz.it

L.C.




Qui sotto i link Spotify per l’ascolto del live recording del 2010:


https://open.spotify.com/album/3YjT41MKi2PFKvJzZ45jlk?si=OO5t0EJLQuK5xQAHlhWt-g&dl_branch=1
e per il CD su Amazon sempre del live del 2010:
https://www.amazon.it/Meets-Danish-Radio-Watts-Charli/dp/B01MSU9WMK/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=ÅMÅŽÕÑ&dchild=1&keywords=CHARLIE+WATTS+MEETS+THE+DANISH+RADIO+BIG+BAND&qid=1629902289&s=music&sr=1-1

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2021, JAZZ, Musica, Notizie

MARCO BIANCHI LEMON 4et – “PIXEL” 2015

Lo abbiamo ascoltato (ed apprezzato) molto recentemente questo magnifico
quartetto, seppure in un repertorio alquanto diverso da quello proposto nel
disco che vi segnaliamo oggi, al JAZZin Seregno Festival il giugno scorso.
Al festival il gruppo del vibrafonista Marco Bianchi, spalleggiato dal chitarrista
Maurizio Aliffi, dal contrabbassista Roberto Piccolo e dal batterista Filippo
Valnegri aveva proposto al pubblico un repertorio basato quasi esclusivamente
su popolari standards, mantenendosi in un rassicurante,
per quanto piacevolissimo, “mainstream” jazzistico.
Nel disco che vi segnaliamo oggi il quartetto, in cui però figura Nicola Tacchi alla chitarra,
propone una meno pacificante ma decisamente più stimolante e moderna
forma musicale quale la jazz-fusion, con un risultato, a nostro giudizio, decisamente
convincente e significativo sia dal punto di vista artistico che estetico.
Al fraseggio mellifluo del vibrafono di Bianchi si oppone l’aspro incalzare della
chitarra elettrica di Tacchi, con la produzione di un conflitto di relax e tensione
che mantiene vivo l’interesse dell’ascoltatore per tutta la durata del disco,
conflitto mirabilmente appianato nel bellissimo episodio contrappuntistico
“Octopus’ Carousel”, evidentissimo omaggio a quel Modern Jazz Quartet
di cui vi avevamo parlato qualche settimana fa.
Disco che ha una sua indubbia originalità anche se frequentemente riecheggia stilemi
tipici della fusion degli anni ’80, evocando sonorità alla Mike Stern per quanto
riguarda la chitarra e alla Mike Mainieri per ciò che attiene il vibrafono ma, come
dare torto a chi si affida a simili capiscuola per trarre la propria ispirazione?
Ascoltate con attenzione questo disco, partendo magari dal già citato “Octopus’
Carousel” che vi arruffianerà subito col gruppo, il resto… verrà da sè!
Buona jazz-fusion!!

L.C.




Qui sotto i link Spotify per l’ascolto:


https://open.spotify.com/album/2oV8tna3HZm3RxClLeH7dP?si=SK-pW_nMRqSFR-Oumlo6zA&dl_branch=1
e per gli mp3 su Amazon Music :
https://www.amazon.it/gp/product/B013Q238TS/ref=dm_ws_sp_ps_dp

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2021, JAZZ, Musica, Notizie

BARCODE

Fedeli al nostro proposito di farvi conoscere prevalentemente artisti italiani,
vi segnaliamo questa settimana questa bella incisione del trio Faraò/Leotta/Facchinetti
in cui la classica formula piano,contrabbasso e batteria è riproposta con esito
molto interessante e stimolante per l’ascoltatore.
Il disco è firmato pariteticamente dai tre musicisti e la cosa è ampiamente
giustificata dal rilievo di un avvertibilissimo e costante ottimo interplay nello
svolgersi di tutte le tracks del disco. Sono presenti tra queste immortali
standards jazzistici ma anche degli interessanti “originals” tra cui spicca,
commovente e significativo nella sua semplicità, il bel “Travel Blues”, a
dimostrazione (ammesso che ce ne sia bisogno) che le sempiterne dodici
battute del blues sono una, e non certo la minore, delle tante anime della musica jazz.
Buon ascolto e buon blues!

L.C.



Qui sotto i link Spotify per l’ascolto:


https://open.spotify.com/album/5dHw1e3fXPa7efFkzAR0V8?si=huDNVEXKTDODG7lqwW6_IQ&dl_branch=1
e per gli mp3 su Amazon:
https://www.amazon.it/Barcode-Carmelo-Leotta-Facchinetti-Massimo/dp/B07WWF8WDK/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=ÅMÅŽÕÑ&dchild=1&keywords=%22BARCODE%22+-+Massimo+Faraò&qid=1628780827&s=music&sr=1-1

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2021, JAZZ, Musica, Notizie, Senza categoria

ERROLL GARNER “THE COMPLETE CONCERT BY THE SEA” 1955

Riprendiamo volentieri, dopo la pausa dovuta all’impegno del JAZZin Seregno Festival,
le nostre rubriche di “Consigli per l’ascolto” e “Il classico del mese”, ricordandovi che le
nostre segnalazioni sono improntate principalmente al gusto personale (nel senso che
vogliamo farvi partecipi di quello che ci è piaciuto) e non hanno pretesa di essere
considerazioni tecnico/didattiche… per quello ci sono i critici e i musicofili professionisti.

Il grande pianista Erroll Garner, di cui quest’anno ricorre il centenario della nascita avvenuta
in quella grande fucina di talenti jazzistici che era Pittsburgh, ebbe un enorme successo
di pubblico ma, paradossalmente, non ebbe un uniforme consenso da parte della critica,
la quale considerava “commerciale” o “poco artistico” il rutilante ed estroverso pianismo
del nostro. Critiche che fortunatamente, col passare degli anni, sono state ridimensionate,
se non rovesciate, con una revisione più attenta dell’arte di Garner, non più considerato
esclusivamente un mostro di tecnica bensì un maestro che ha saputo reinterpretare e
ricapitolare il pianismo jazz che lo ha preceduto con un suo particolarissimo senso dello
swing. Talento naturale, Garner non volle mai imparare a leggere la musica, muovendosi
comunque mirabilmente tra le tonalità e gli accordi, producendo, con una sua particolare
asincronicità tra la mano destra e la sinistra, uno swing unico ed irresistibile.
Il disco che vi proponiamo testimonia un concerto tenuto dal trio di Garner avvenuto
nel 1955 a Carmel, in California. E’ percepibile, essendo una registrazione live, l’entusiasmo
del pubblico provocato dal pianismo esuberante, ma sempre elegante, di Garner.
Una registrazione imperdibile il cui unico difetto (se così lo vogliamo chiamare) è la mancanza
nella scaletta del classico “Misty”, vero capolavoro compositivo di Garner, ma questo
potrebbe essere lo stimolo perchė andiate ad ascoltare altre sue incisioni…
Buon Garner a
tutti!!

L.C.


Qui sotto i link Spotify per l’ascolto:


https://open.spotify.com/album/3X7Z1sJxS1dG9TDQat1SVG?si=_yvrMBSwSBiuOYCryzhHEg&dl_branch=1

e per l’acquisto del CD su Amazon:
https://www.amazon.it/Complete-Concert-Sea-CD/dp/B00ZJ5QXDO/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=ÅMÅŽÕÑ&dchild=1&keywords=ERROLL+GARNER+%22THE+COMPLETE+CONCERT+BY+THE+SEA%22&qid=1628273263&s=music&sr=1-1

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