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2021, JAZZ, Musica, Notizie

Stefano Di Battista “MORRICONE STORIES”

Uno dei più brillanti saxofonisti del jazz italiano ci propone una raffinata rilettura
di alcuni dei più bei temi da film composti del compianto maestro Ennio Morricone.
Capitanando un quartetto con Fred Nardin al piano, Daniele Sorrentino al contrabbasso
e André Ceccarelli alla batteria, Di Battista col suo sax soprano passa disinvoltamente
dall’ululato beffardo del coyote de “Il buono, il brutto e il cattivo” alla delicata e toccante
melodia del “Deborah’s Theme” di “C’era una volta in America”, dall’incedere spigliato
di “Metti una sera a cena” alla riflessione meditativa del “Gabriel’s Oboe” di “Mission”
senza mai cadere in una rilettura pedissequa mantenendo sempre il senso dello swing.
Un cd che piacerà anche ai non cultori di jazz, soprattutto se anche cinéfili… buon ascolto,
oltre che… buona visione!






Qui sotto i link Spotify per l’ascolto:


https://open.spotify.com/album/6GkAhbuob0ZeJDN6khoVyp?si=bnrQF9QURU6EuzqvtfDOMw

e per l’acquisto del CD su Amazon:
https://www.amazon.it/Morricone-Stories-Battista-Stefano/dp/B08QRKV8JV

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JAZZ, Musica, Notizie

Roy Hargrove “EARFOOD”

“Nutrimento per l’ascolto” potrebbe essere una soddisfacente traduzione del titolo di questa release
del quintetto di questo sfortunato trombettista afro-americano, recentemente scomparso a neanche cinquant’anni di età
dopo averci lasciato una serie impressionante di ottime incisioni sia a nome suo
che in partecipazioni a dischi di altri musicisti di altissimo livello.
E questo titolo non avrebbe potuto essere più appropriato in quanto l’artista ci propone un jazz
pulito, rispettoso della tradizione e degli stilemi del più classico jazz di estrazione hard-boppistica
che ha avuto i suoi maestri, per quanto riguarda la tromba, nei grandi Clifford Brown, Lee Morgan, Freddie Hubbard.
Un disco non rivoluzionario ma che ci piace ascoltare
proprio per il suo carattere pacificatorio in cui le nuove generazioni di artisti jazz ripercorrono
le strade del “mainstream” modernizzandolo senza però snaturarne le forme.
E poi c’è un brano “Strasbourg/St.Denis”, dedicato ad una famosa stazione del métro parigino,
che a nostro giudizio (e non solo nostro) si avvia a diventare uno standard del jazz contemporaneo.
Concedete a chi scrive un ricordo personale del bellissimo
concerto tenuto dal quartetto di Hargrove nell’ambito dell’edizione 1993 di Umbria
Jazz al Teatro Morlacchi di Perugia: l’esibizione iniziava a mezzanotte
(era abitudine allora che i musicisti meno “quotati”, o quantomeno “poco conosciuti”,
si esibissero in orari inconsueti, per non dire scomodi…).
I giovanissimi musicisti, poco più di ottant’anni in quattro, risvegliarono la platea
ormai sonnacchiosa ed ubriaca dei concerti susseguitisi nella lunga giornata jazzistica perugina, 
elettrizzandola con una energia ed uno swing tali da provocare nella stessa un entusiasmo
da far si che il concerto si protraesse oltre le due di notte, tanto era il numero di bis richiesti
che i musiciati  concedevano generosamente, increduli loro stessi del successo riscontrato.
Io stesso benedissi il momento in cui decisi di ascoltare quell’ ultimo concerto anziché dare retta alla
stanchezza e alla sonnolenza che mi suggerivano di tornare in albergo.
Mai decisione fu più appropriata!
Roy Hargove alla tromba, Antonio Hart al sax alto,
erano nate due stelle!!



Qui sotto i link Spotify per l’ascolto:


https://open.spotify.com/album/4vuijqNCK71JTiACBmdCTo?si=seM8JdlIQ5-LwrU9sCctzw

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2021, JAZZ, Musica

-FABRIZIO BOSSO “YOU’VE CHANGED”

Questa incisione del 2007 del trombettista Fabrizio Bosso, supportato da un’orchestra d’archi, 
da una sezione ritmica e adiuvato dal sax soprano di Stefano Di Battista con interventi vocali di
Sergio Cammariere e Dianne Reeves, è improntata ad un “easy listening” di grandissimo
livello che però non scade mai nel mellifluo e nel banale nella sua riproposizione di standards famosi.
Notevoli le esecuzioni di “Nuovo Cinema Paradiso” in cui la tromba di Bosso accarezza il cuore
e di “Senza Fine”, glorioso cavallo di battaglia di Paoli/Vanoni degli anni sessanta.
Degna di menzione anche l’esecuzione di “Estate”, appropriatamente interpretata da Cammariere.
Unico appunto qualche insistente ridondanza nei duetti tromba/sax di Bosso
e Di Battista, ma quando si parla di improvvisatori così bravi tutto è permesso…
Buon ascolto!


Qui sotto i link Spotify per l’ascolto:


https://open.spotify.com/album/7hGEPf44dnLcXPOfs3RBdX?si=E9AnwlxpTOyVDTapgB7M1g

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2021, JAZZ, Musica, Notizie

SADE MANGIARACINA “MADIBA”

In questo bellissimo e suggestivo album, pubblicato dalla prestigiosa etichetta Tǔk Music
(etichetta che si avvia a diventare, a causa della bontà delle sue scelte produttive, una vera e propria ECM italiana)
la giovane e brava pianista siciliana Sade Mangiaracina è alla guida di un trio
composto da Marco Bardoscia al contrabbasso e Gianluca Brugnano alla batteria, con Ziad Trabelsi all’oud ospite in tre brani,
per un commosso omaggio a Nelson Mandela.
“Madiba” è un racconto in musica del grande attivista attraverso le principali vicende della sua vita,
il coraggio, la determinazione, la lucidità, i suoi amori, la prigionia e la forza del perdono.
Al di là della valenza e del significato civile-politico di questa incisione,
la musica che vi si sviluppa è fresca ed originale con quel pizzico di esotismo mediterraneo dato dall’oud di Trabelsi.
Disco da ascoltare e da meditare.

Buon ascolto e… buoni pensieri!


Qui sotto i link Spotify per l’ascolto:


https://open.spotify.com/album/11UspXVxnd8D2lNn78vKTR?si=mBt8bi_YRW21pKrRYCOYzQ

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2021, JAZZ, Musica, Notizie, Senza categoria

STEFANO BOLLANI “Piano Variations on Jesus Christ Superstar”

Ci è sembrato molto appropriato proporvi in periodo pasquale questo bel cd
realizzato lo scorso anno dall’ottimo Stefano Bollani, cd in cui l’artista ripercorre
in piano solo tutti gli “scores” del fortunatissimo musical teatrale
(e successivamente cinematografico) di Lloyd Webber e Rice.
Non staremo qui a decantare le virtù pianistiche di Bollani, che conosciamo anche
come stimolante enterteiner televisivo nella striscia serale di queste settimane
su RaiTre “Via dei Matti n°0”, diciamo soltanto che il musicista ė riuscito a ripercorrere
le belle musiche di JCS con molto gusto e senza annoiare (cosa questa che può
accadere in un rischioso disco di piano solo). Bravo Bollani!
Buon ascolto e felice Pasqua a tutti!!



Qui sotto i link Spotify per l’ascolto:


https://open.spotify.com/album/1JfrPqM2pERDRXmEtpvrNo?si=uE3525djQnq4Wh5Uqa6q7Q
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BOTTE DI COOL “John Lewis Centennial”

A dispetto della pronuncia del nome del gruppo,
che si presta ad una interpretazione maliziosa dello stesso,
si parla qui di quattro assi del jazz italiano, che estemporaneamente si sono riuniti
per questa bella celebrazione di un caposcuola mondiale della musica jazz,
John Lewis, pianista, compositore nonché leader dello storico “Modern Jazz Quartet” (a cui
sicuramente dedicheremo in futuro uno spazio nella nostra rubrica).
Fabio Morghera alla tromba, Dario Cecchini ai sax ( che ricordiamo
anche come leader della travolgente street band “Funk Off” ), Guido Zorn al contrabbasso,
Alessandro Fabbri alla batteria, con incursioni di Andrea Pozza al piano e Alessandro Di Puccio al vibrafono, 
propongono una rispettosa e compiuta rilettura della musica di Lewis, influenzata dal bebop,
dal cool ma sorprendentemente anche dalla musica barocca europea.
Il risultato ci sembra molto apprezzabile.
Attediamo un vostro parere.
 


Qui sotto i link Spotify per l’ascolto:



https://open.spotify.com/album/3F2JlUd15Vwt0MIhvz8dWf?si=YfugKL4KR6i-G-WwNtCEuQ

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2021, JAZZ, Musica, Notizie

Qualcuno degli amici che seguono la nostra rubrica ci ha chiesto
lumi sui criteri con cui settimanalmente forniamo indicazioni per
l’ascolto di artisti e/o di loro particolari releases jazzistiche.
Rispondiamo subito sottolineando il fatto che, non essendo noi
dei musicologi tantomeno dei didatti dell’argomento (e per
questo esistono riviste e pubblicazioni ben più titolate della nostra
pagina web) ma solamente degli appassionati, le nostre scelte
si basano fondamentalmente su criteri di estetica e di gusto personale,
In poche parole vi segnaliamo le cose che ci sono piaciute e di cui
desideriamo rendervi partecipi. Non avendo inoltre obblighi di natura
commerciale ci sentiamo liberi di proporre opere jazzistiche anche
non recenti o artisti non conosciutissimi, privilegiando soprattutto
esponenti della validissima scuola jazzistica italiana.
Disponibilissimi comunque a valutare ed eventualmente proporre
nella nostra rubrica le vostre segnalazioni.

GIOVANNI MIRABASSI “Live @ the Blue Note, Tokio”

Nell’ultimo articolo della nostra rubrica accennavamo al
successo che anche all’estero riscuotono i nostri preparatissimi
jazzisti italiani. Dicevamo della popolarità goduta da Max Ionata in
Giappone e a questo proposito dobbiamo segnalarvi un altro
bravissimo musicista, Giovanni Mirabassi, cinquantenne pianista perugino,
apprezzatissimo nel paese del sol levante ( ma anche in Corea)
che ha registrato live al “Blue Note” di Tokio questo magnifico cd.
La forma prediletta del nostro artista è quella classica del trio
(piano, contrabbasso e batteria) che, prendendo ispirazione dal
caposcuola Bill Evans e passando dal romanticismo di Michel
Petrucciani, raggiunge una notevole sintesi espressiva e anche
una significativa originalità musicale.
A nostro parere fondamentale il lavoro svolto dall’ottimo
contrabbassista Gianluca Renzi, ben coadiuvato da Leon
Parker alla batteria. Enjoy!!



Qui sotto i link Spotify per l’ascolto:


https://open.spotify.com/album/491r4StYhUbxhlE2Fb2hh8?si=1E2kO5aiQWGv4qywmEFlCw

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MAX IONATA “REWIND”
L’artista scelto per questa settimana è MAX IONATA, talentuoso e
generoso saxofonista italiano, classe 1972, che si è imposto sulla
scena italiana ed internazionale (conosciutissimo ed apprezzatissimo
in Giappone) riscuotendo larghi consensi di critica e di pubblico.
“Rewind” è una incisione del 2016 caratterizzata da una formazione
particolare, un “organ trio”, in cui le note del sax di Ionata,
sostenute dalla voce evocativa dell’Hammond di Alberto Gurrisi
e dal pulsare della batteria di Frits Landenberger, forniscono uno
swing irresistibile.
Buon ascolto!





Qui sotto i link Spotify per l’ascolto:


https://open.spotify.com/album/0xJubkuQ36HfRqs0YDL08p?si=pTJikZTKRfK4j_E7OmhA0w

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IL “CLASSICO” DEL MESE – “ART PEPPER MEETS THE RHYTHM SECTION”
Esordisce questo mese una nuova rubrica che speriamo possa
fare piacere ai nostri lettori con la proposta mensile di riascolto di dischi che
non possono mancare nella collezione di un jazzofilo: i cosiddetti “CLASSICI”.
Definiamo classici della musica jazz quelle incisioni che per la loro qualità,
per il loro valore storico o anche per il loro successo commerciale si sono
dimostrate essere delle vere pietre miliari o quantomeno dei punti di snodo
significativi nella evoluzione della musica che tanto amiamo.
Ci saranno naturalmente anche delle incisioni che senza avere carattere rivoluzionario
o quantomeno innovativo sono rappresentative dell’arte e dello stile di
grandi interpreti, essendo praticamente impossibile narrare delle
vicende della musica jazz prescindendo dalla personalità dei suoi protagonisti.
Se avete dei classici da suggerirci e di cui vorreste la nostra recensione,
non avete altro che da inviarci una mail! 

Estraendo a caso dal “sancta sanctorum” della nostra nutritissima collezione di
classici, la proposta del mese è
“ART PEPPER MEETS THE RHYTHM SECTION”,
esito discografico di una sessione in studio del grande altosaxofonista bianco
ART PEPPER, avvenuta a Los Angeles il 19 gennaio 1957, in virtù della occasionale
disponibilità della sezione ritmica del mitico quintetto di Miles Davis, vale a dire
Red Garland al piano, Paul Chambers al contrabbasso e Philly Joe Jones alla
batteria. Molte storie vengono raccontate circa le modalità di realizzazione di
questa session, pare che il produttore avesse tenuto Pepper all’oscuro fino al
mattino stesso della registrazione circa l’eccellenza dei suoi partners affinchè non si
innervosisse. Dovete sapere che l’artista ha sempre avuto per quasi tutta la sua
vita gravi problemi di tossicodipendenza le cui conseguenze gli avevano causato
spesso lunghi periodi di detenzione e perlappunto in quei giorni il musicista
usciva da uno di questi internamenti in cui non aveva avuto gran modo di esercitarsi.
Pare che anche il suo strumento non fosse al meglio, causa la scarsa manutenzione
che per causa di forza maggiore il musicista non aveva potuto dedicare al
suo sax… Ma queste sono probabilmente delle esagerazioni (la storia del
jazz, e non solo del jazz, è costellata da enfatizzazioni, se non da vere e proprie
mitizzazioni, di episodi e vicende riguardanti i suoi protagonisti che portano a
dipingerli come dei “maudit”…). Fatto ė che Pepper suona benissimo in questa
session, dimostrando uno smalto ed una inventività folgoranti con il suo fraseggio
parkeriano-westcoastiano che sempre lo ha caratterizzato.
La scelta dei brani è costituita prevalentemente da standard, tra quali privilegiamo
un notevole “You’d be so Nice to Come Home to” di Cole Porter e il sempiterno “Star Eyes”.
Encomiabile il fatto che, nonostante l’occasionalità della reunion, siano stati prodotti
due “original” blues (“Red Pepper Blues” e “Waltz Me Blues”). Quando si parla di giganti del jazz…!!
Buon ascolto!




Qui sotto i link Spotify per l’ascolto:



https://open.spotify.com/album/0KVlRrpun0BBnfJFeVTLfX?si=-7YWKF7RS4Wo0mGTIITIVg

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DINO PIANA “AL GIR DAL BUGHI”
Questo disco di recentissima incisione è un doveroso e affettuoso omaggio al trombonista
DINO PIANA, definito da Enrico Rava, che ha fortemente voluto il progetto insieme al
figlio Franco, “uno dei più grandi jazzisti italiani, uno dei più amati e dei più
richiesti in Europa, uno dei padri storici del jazz moderno in Italia e fonte
d’ispirazione per tutti i giovani trombonisti negli anni a venire”.
Il titolo “Al gir dal bughi” (al giro del Boogie)
nasce dal racconto del loro primo incontro durante una jam
session avvenuta più di sessant’anni fa, in cui cominciarono suonare e Piana fece il primo  
assolo rivelandosi “qualcosa di straordinario, con una fluidità e una logica che ci lasciarono basiti.
Un altro pianeta”. Da quel momento è nata una amicizia che arriva fino
a oggi e che trapela anche in questo disco in cui vengono interpretati alcuni standard
immortali del jazz da “Bernie’s Tune” a “Polka Dots and Moonbeams” ed “Everything Happens  to Me”.
Dino Piana, Enrico Rava e Franco Piana sono accompagnati da una sezione ritmica
d’eccezione capitanata da Roberto Gatto alla batteria con Gabriele Evangelisti al
contrabbasso e Julian Oliver Mazzariello al pianoforte.




Qui sotto i link Spotify per l’ascolto:


https://open.spotify.com/album/0JQcLpV4f34Mo89PvQmnkD?si=g788F_z4Q0WrHgttQQOSLA

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